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L'archivio condiviso di materiali didattici gratuiti dedicati ai Bisogni Educativi Speciali degli studenti con disabilità psichico-motorie

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Perché Re.Vi.Re.

Reale - Virtuale - Reale

Con il progetto Re-Vi-Re si intende realizzare un framework scalabile e condiviso con tutti i CTS regionali e nazionali di strumenti utili alla comunicazione, formazione, scambio dati e informazioni, integrato in un unico ambiente e fruibile da ogni dispositivo mobile o fisso. Re-Vi-Re funge da facilitatore per aumentare il grado di inclusività delle strutture scolastiche cooperanti e genera nuove modalità di interazione realmente spendibili a supporto delle azioni didattiche sugli ambiti scolastici/didattici riferiti ai BES e alle disabilità.

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  • Cooperative teaching


    Re-Vi-Re promuove la ricerca sulle didattiche inclusive, anche di carattere disciplinare e nelle sue connessioni interdisciplinari, per produrre risorse didattiche per gli insegnanti, in collaborazione con università, centri di ricerca e associazioni. A tal fine Re-Vi-Re intende: • Garantire percorsi formativi specifici per tutti gli insegnanti specializzati di sostegno, anche per approfondire conoscenze specifiche in relazione alle singole disabilità;
  • Cooperazione online

    per migliorare la gestione dei BES


    Nell'ambiente scolastico attuale, composto sempre più da classi eterogenee che includono alunni con Bisogni Educativi Speciali, è necessario fornire un supporto nella gestione di situazioni che richiedono attenzione particolare, strategie inclusive dedicate e modalità didattiche mirate, che gli insegnanti spesso non riescono ad affrontare senza la giusta formazione.
  • Un aiuto concreto ad insegnanti e operatori


    Ampliamento della partecipazione degli insegnanti sui casi Diminuzione del tempo di ricerca delle soluzioni sui BES Offrire  una  testimonianza  di come  le tecniche  innovative,  se applicate,  funzionino  veramente,  riducendo  il tempo di dispersione in aula e facilitando la risoluzione delle problematiche che si possono riscontrare in un contesto Aula formato sempre più spesso da alunni con BES; Riduzione per gli insegnanti curricolari e di sostegno dello stress lavoro-correlato e potenziamento delle dinamiche operative indotte dalla condivisione.  

FAQ & Tips

  • Buongiorno, vorrei avere dei chiarimenti riguardanti la stesura dei pdp per bes. Nella nostra scuola, la preside sostiene che non si posso fare pdp per alunni bes. Il pdp deve essere redatto solo per alunni Dsa già certificati o in fase di certificazione. Come ci dobbiamo comportare?


    Buongiorno.
    La CM n. 2563 del 2013 chiarisce che, nel caso di richieste di genitori corredate da diagnosi che non hanno dato diritto a certificazione di DSA, il consiglio di classe (o team di docenti) è pienamente autonomo nel decidere se procedere alla redazione o meno del PDP, verbalizzando, nell’uno o nell’altro caso, le motivazioni didattiche della decisione.
    Nel caso di alunni stranieri, leggiamo ancora nella circolare, essi necessitano principalmente di interventi volti all'apprendimento della lingua italiana e non è necessario fare ricorso ad un PDP, purché le necessità del bambino vengano soddisfatte in altro modo.

    Detto questo, è importante che redigere PDP non diventi una "prassi" per chiunque mostri di essere un pò "lento" nell'apprendimento: il mondo non si divide in geni e tonti, per i quali è necessario un PDP. Il PDP ha motivo di esistere anche per ragazzini che non presentano diagnosi, ma che possono trovarsi anche momentaneamente in una situazione di seria difficoltà (es. la morte di un genitore, svantaggio sociale o culturale, ...).
    In conclusione, non c'è nulla che vieti.

    Lo scorso maggio si era creato un giallo attorno ad una nota ministeriale, in cui si raccomandava di non "esagerare" con il PDP. Tale nota da alcuni era stata letta come un divieto a formulare tali documenti, in realtà non negava assolutamente la stesura dei piani didattici personalizzati, ma al contrario andava a fornite le indicazioni per tali documenti.

  • Ciao a tutti! Ho provato alcune delle App per l'autismo!Sono davvero valide! Grazie mille per qst corso di aggiornamento! Lia


    Benissimo. Ci fa piacere che abbia trovato utile il corso e il materiale suggerito. Grazie per il feedback.

  • Buongiorno, sono un'insegnante di sostegno della scuola primaria. L'anno scolastico prossimo vorrei impostare un percorso per l'apprendimento della lettura per il mio alunno con un deficit cognitivo importante. L' idea sarebbe quella di utilizzare il metodo globale in modo da insegnarli alcune parole utili nella vita quotidiana. Chiedo se è un'idea consona e se possibile avere dei suggerimenti pratici e operativi in tal senso con un'eventuale bibliografia e sitografia. Grazie mille. Cordiali Saluti Elena Allegrini


    Il metodo globale è un'approccio molto utile e funzionale. Suggerisco di utilizzare contemporaneamente anche l'analitico e il sillabico a supporto

  • Come riuscire, in una classe costituita da 25 alunni, a conciliare il contesto di tutti gli alunni, il lavoro "da portare avanti", il bisogno individuale di ogni bambino, con due/tre bambini che non riescono a stare seduti, che non sanno aspettare il turno, il momento giusto, non sanno accettare la minima frustrazione, un insuccesso, non tollerano il "no".... ? E' spesso faticosissimo cercare di trovare il giusto equilibrio tra le loro esigenze, i loro bisogni, e quelli di tutti gli altri alunni che, pur comprensivi, sono sicuramente disturbati dall'atmosfera che, inevitabilmente si crea nell'ambiente...


    Comprendo la fatica e la conosco bene.
    Suggerisco di provare a fare questo pensiero: ciò che fa bene, ciò che serve alle persone fragili, fa bene a tutti. Parlo in termini pedagogici ed educativi, ma anche didattici.
    Ci sono alcune attenzioni che i bambini fragili ci chiedono ( tempi dilatati, pause, strutturazione visiva delle attività, strumenti compensativi, ricompense, regole e conseguenze, ecc...) che vanno bene per tutta la classe.
    Se strutturo per un alunno (parlo di utilizzare agende, token economy, ecc...che agiscono sul comportamento problema) posso strutturare per tutti e tutti ne beneficiano. Posso coinvolgere i bambini nel pensarla e nell'applicarla (dietro la strutturazione si nascondono importanti competenze europee. Un esempio? Spirito di iniziativa e imprenditorialità ossia risolvere i problemi che si incontrano nella vita, proporre soluzioni; valutare rischi e opportunità; scegliere tra opzioni diverse; prendere decisioni; agire con flessibilità; progettare e pianificare; conoscere l’ambiente in cui si opera anche in relazione alle proprie risorse)

  • Per chi soffre di disturbo oppositivo provocatorio, quante possibilità ci sono che con il tempo il soggetto impari a gestire i picchi emotivi e lo stress causati dalla patologia?


    La situazione varia da caso a caso e non c'è una "ricetta" univoca. Buoni risultati si sono ottenuti - così dicono gli operatori - trattando lo studente con DOP con la terapia cognitivo-comportamentale che lo aiuta a "regolare" la sua emotività, in particolare la rabbia. Deve essere seguito però da uno specialista e occorre coinvolgere la famiglia.

    Aggiungo che è necessaria una sinergia tra la scuola e il sociale, perché nella maggior parte dei casi i soggetti che soffrono di disturbo oppositivo provocatorio presentano situazioni familiari complesse, dove emerge un quadro di fragilità educativa genitoriale, che spesso necessita di supporto educativo domiciliare.

  • Quando si tratta di didattica aumentativa, la scelta visiva è importante. La tabella sottoposta al bambino deve essere creata rispettando un ordine ben preciso e sistematico, con poche immagini pulite e concetti base. DOMANDA Il bambino, una volta che impara a padroneggiare le esigenze di base, può ricevere nuovi input visivi aumentando la complessità della tabella e inserendo nuove immagini all’interno dell’immagine conosciuta come in una matrioska? Se fatto in modo graduale può aiutare ad ampliare il numero di concetti e di elementi che lo integrino nella realtà, oppure è preferibile limitare le informazioni per non sovraccaricarlo con informazioni e concetti poco utili? Es PANINO Pane: integrale, normale, ai cereali, ecc. Affettato: prosciutto cotto, prosciutto crudo, mortadella, ecc. Condimento: maionese, salsa rosa, ketchup, ecc. Vegetali: insalata, cetriolo, pomodoro, ecc.


    Io direi che è sempre meglio non andare a cambiare immagini o simboli già memorizzati dal ragazzino per non confonderlo o disorientarlo. Ciò non implica tuttavia che non si possa implementare il numero di stimoli visivi o affiancarne altri. Mi spiego: se si vuole creare la combinazione PANINO INTEGRALE si può affiancare all'immagine da lui già nota del PANINO l'immagine INTEGRALE, trovando un simbolo che possa essere generalizzato anche per eventualmente la pasta o i grissini. Oppure, in alternativa, si può sostituire PANINO generale con l'immagine PANINO INTEGRALE, un'altra PANINO MORBIDO, PANINO AI SEMI,... rendendo più specifico lo stimolo visivo. In questo modo la comunicazione è per lui più veloce, ma bisogna far sì che lui non dimentichi che esiste ancora un simbolo generico: non deve irrigidirsi su un'immagine più specifica.

Gli Ambiti

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INCLUSIONE SCOLASTICA

Sportelli di consulenza in presenza e online per gli insegnanti curricolari e di sostegno e per le famiglie sugli ambiti dei Bisogni Educativi Speciali

Ulteriori Info

Altro

  Lavorare in rete per l'inclusione di alunni con autismo a scuola: laboratorio di strategie didattiche ed educative Sportello Fattore Inclusione

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BULLISMO E CYBERBULLISMO

Supporto attivo di consulenza e formazione per insegnanti e referenti scolastici per combattere bullismo e cyberbullismo nel contesto scolastico

Ulteriori Info

  Progetto Cybernullo

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FORMAZIONE DOCENTI

Corsi di formazione, seminari e percorsi formativi in presenza e online sulle tematiche fondamentali alle attività didattiche degli insegnanti di sostegno e curricolari

Ulteriori Info

Formazione in classe Formazione online

News

Aperte le iscrizioni ai corsi di formazione del CTS provinciale

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Revisione Database Ausili

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Nomina comitato tecnico scientifico

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